Lasciano stare la “Rignano Flaminio mania” che in questi giorni fa “eccitare” molte persone, mi voglio soffermare su un delirio al quanto “pericoloso” sulla Morandi che si mette a sparare a zero sugli hentai (che non è nemmeno il termine giusto tra l’altro), citanto a caso l’Art. 600-ter, Art. 600-quater e Art. 600-quater.1 dedicato alla “pedofilia virtuale” che riporto qui:
1 Le disposizioni di cui agli articoli 600-ter e 600-quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo.2 Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.
L’articolo parla molto chiaramente di “rapresentazione fa apparire come vere situazioni non reali” in pratica si parla di foto realismo, cosa che le opere per adulti provenienti dal Giappone, non hanno per via dello stile di disegno usato. Di conseguenza i Lolicon e gli Shota (che sono un genere ben distinto intorno alle opere per soli adulti) non sono soggette alla legge in questione, in quanto non sono realistici nel disegno. Faccio comunque notare che inizialmente anche i disegni erano contemplati nell’articolo partorito dalla prestigiacomo, ma fu tolta all’ultimo momento per vista delle pesanti conseguenze alla libertà d’espressione (che poi c’è qualcuno che smania per rimetterlo, ma è un’altra storia). La signora Morandi, per l’ennesima volta cita cose a caso senza sepere di che cosa parla effetivamente.













Ma ogni volta che strazia la lingua italiana “utilizza qualcosa che non capisce esattamente”
!
Non solo. Il primo comma dice che le immagini devono essere “realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto” (e quindi fotomontaggi di più immagini reali in modo da crearne una nuova virtuale) “o parti di esse” (e quindi fotoritocchi partendo da una o più immagini reale preesistente).
Cioè oltre a quanto dici giustamente tu riguardo il secondo comma, un’immagine completamente creata dal nulla (fosse anche fotorealistica), senza quindi usare neanche in parte foto di minori, non rientra comunque nella definizione della legge, perché deve essere creata usando almeno in parte foto di minori E (e NON “O”) essere fotorealistica.